§1
Links che descrivono piccole nevrosi quotidiane, links riguardo le cose che si pensano ma non si dicono in pubblico…. Molte piccole condivisioni di retroscena affollano facebook. Distruggendo, o quantomeno indebolendo, la faticosa segregazione del pubblico (cioè, informazioni che sono irrilevanti per certe classi di persone ma sono rilevanti accessi ai retroscena per altre classi di persone).
Che a livello mediatico qualcosa del genere possa avvenire non sarebbe certo una novità: uno studio, tempo fa, dimostrò come la diffusione delle sit-com familiari avessero portato precocemente i bambini a conoscenza dei retroscena dei genitori. In sostanza, in queste fiction venivano mostrate (seppure in chiave comica e deformata) delle situazioni la cui conoscenza era in precedenza preclusa -o comunque più vaga- per il bambino (ad esempio i genitori che discutono di come comportarsi con i loro figli, mentre questi ultimi sono assenti) .
La mia idea è che la massiccia diffusione di svariati genere di retroscena su facebook possa avere, sul lungo termine, delle conseguenze.
§2
Ma oltre agli effetti della loro diffusione, dovrebbe altresì incuriosirci anche, ex post, il fatto stesso che la condivisione dei retroscena sia atto così diffuso nei social network.
Bauman sostiene che, in una società dai legami affettivi deboli, la condivisione dei retroscena abbia subito una trasformazione e -specie di surrogato simbolico nella sfera dell’agire sociale- sia divenuto un atto simbolicamente forte, dal valore quasi iniziatico.
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